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Centro obesità, l'eccellenza che non premia PDF Stampa E-mail
Scritto da Salvatore Brosio   
Giovedì 12 Maggio 2011 08:59

Il Centro obesità? Funziona, si autofinanzia, dà risposte alle esigenza dell'utenza, può diventare il classico fiore all'occhiello della sanità calabrese. Quindi, va ridimensionato e chiuso. Basta affidare il servizio, con regolare delibera, a due professionisti sforniti di titoli, non rinnovare la convenzione con l'università di Tor Vergata e l'obiettivo è centrato.
Sembra questo il contraddittorio e verosimile percorso seguito dai commissari straordinari dell'Asp che, dopo aver esaminato la pratica relativa al centro, hanno maturato una decisione negativa inaspettata senza neppure prendere in considerazione le premurose sollecitazioni della Prefettura, della Provincia e della commissione straordinaria che gestisce Palazzo Convento, sede comunale. Una scelta nefasta che la cittadinanza si prepara a contrastare a 360 gradi.
Dopo l'appello alle istituzioni lanciato da Antonio Montuoro, direttore generale dell'Accademia della dieta mediterranea di riferimento, con conseguente richiesta di rimozione della commissione straordinaria dell'Asp, a prendere posizione sono il presidente della Provincia Francesco De Nisi e il consigliere regionale Bruno Censore. «Il mancato rinnovo – afferma De Nisi – da parte dei commissari straordinari dell'Asp della convenzione con l'università Tor Vergata che gestisce il Centro per la cura dell'obesità di Nicotera, rappresenta un duro colpo per il territorio vibonese, che rischia così di perdere un presidio medico e culturale di grande spessore».
Un provvedimento improvvido che il presidente stigmatizza manifestando grande amarezza per un taglio «che non sembra giustificato – prosegue – neppure da esigenze di cassa, visto che i bilanci del Centro anti-obesità sono in attivo». Parole di condanna per l'operato della commissione straordinaria dell'Asp arrivano anche da Bruno Censore che non esita a schierarsi con la gente di Nicotera. «Nessuno – dice – vuole, tantomeno può negare che, soprattutto in questa fase, sia necessario il rigore. Però, non si può gettare il bambino con tutta l'acqua sporca, non si può procedere con il sistema dei tagli lineari. Non ci si può limitare a una visione ragionieristica che potrebbe compromettere, con ricadute pesanti e tutte negative, le eccellenze culturali e scientifiche della nostra terra».
A suo parere, è stata sottovaluta la storia del centro "Carmine Jonadi". L'Asp non ha considerato che «negli anni, è stato avviato – sottolinea – un proficuo percorso istituzionale, culturale e scientifico in grado di promuovere e valorizzare un Centro che ha ormai raggiunto risultati d'eccellenza». Di conseguenza «non si può compromettere tutto – sostiene Censore – con una scelta scriteriata, che potrebbe comportare, addirittura, la sua chiusura. Bisogna, quindi, rinnovare la convenzione, sostenere il Centro per la lotta all'obesità e privilegiare uno sguardo un po' più lungo e lungimirante. Sarebbe miope – conclude il consigliere regionale del Pd – trascurare il valore del centro e, soprattutto, le ricadute che potrebbero esserci per l'intero Vibonese».
Pino Brosio
[fonte: Gazzetta del Sud]

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Maggio 2011 09:15
 
 
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